Siamo nell'autunno del 1830, e Aleksandr Puškin, chiuso nella tenuta di Boldino da un'epidemia di colera, scrive in tre mesi il suo capolavoro in prosa. Ma invece di firmarlo, inventa un autore: un bonario possidente di provincia, morto e dimenticato, che a sua volta aveva raccolto storie da quattro diversi narratori. Il risultato è una scatola cinese di voci, un caleidoscopio di esistenze ordinarie che cambierà per sempre la letteratura russa.
In queste cinque novelle – Il colpo di pistola, La tormenta, Il fabbricante di bare, Il mastro di posta, La signorina-contadina – Puškin gioca a nascondersi dietro infinite maschere. E ci regala personaggi indimenticabili: Silvio, il misterioso duellante che aspetta anni la sua vendetta; Mar'ja Gavrilovna, travolta da una tormenta che confonde i destini; il vecchio Samson Vyrin, capostazione umiliato dalla vita; la piccola Dunja, capace di costruirsi un futuro contro ogni pronostico .
La grande novità, per l'epoca, è proprio questa: eroi che non sono principi o generali, ma gente comune. Una contadina furba che si traveste da nobildonna. Un becchino che sogna i suoi clienti. Un ufficiale che mangia ciliegie mentre lo aspettano al duello. Uomini e donne che la letteratura «alta» non aveva mai degnato di uno sguardo.
E sotto la superficie lieve, un gioco più profondo: ogni racconto è la parodia di un genere letterario allora in voga – il racconto sentimentale, il vaudeville, il romanzo gotico. Ma Puškin sovverte sempre le regole: la ragazza sedotta non muore, ma si sposa e fa fortuna; il fantastico si rivela un sogno da ubriaco; il lieto fine arriva per vie imprevedibili. È l'arte di chi sa che la vita è più strana di qualsiasi romanzo.
Pubblicate nel 1831, Le novelle del defunto Ivan Petrovic Belkin sono l'atto di nascita della prosa russa moderna. Senza di loro, non ci sarebbero stati Gogol', Dostoevskij, Tolstoj. E ancora oggi, a due secoli di distanza, queste storie continuano a incantare, commuovere, sorprendere. Perché parlano di ciò che non cambia mai: l'amore, l'attesa, la vendetta, il caso, la speranza di chi, partendo da nulla, sogna di diventare qualcuno.